Il lato umano della cybersecurity

Cybersecurity: la più grande vulnerabilità delle organizzazioni non è tecnologica. È umana. Le organizzazioni non verranno messe in difficoltà dall’AI ma dal modo in cui sceglieranno di utilizzarla. È questo uno degli spunti emersi durante People Beyond the Firewall, l’evento organizzato da Mylia a Bologna il 2 luglio scorso nell’ambito del progetto finanziato dalla Commissione Europea Digital4Security.
Abbiamo parlato di AI, governance, competenze, cultura organizzativa e trasformazione digitale. Ma soprattutto abbiamo parlato di persone. Perché oggi la sicurezza non dipende solo da tecnologie, processi e firewall: dipende dalla consapevolezza, dal senso critico e dalla capacità di prendere decisioni responsabili.
Digital4Security è un progetto europeo finanziato dal programma Digital Europe che mira a rafforzare la resilienza digitale delle organizzazioni e a ridurre il gap di competenze in ambito cybersecurity. Coinvolge 32 partner in 14 Paesi e punta a sviluppare una nuova generazione di professionisti capaci di affrontare le sfide della sicurezza informatica, della gestione dei dati e della trasformazione digitale.
Il progetto offre percorsi di upskilling e reskilling, corsi brevi e micro-credential, oltre a un innovativo Master europeo in Cybersecurity Management e Data Sovereignty, progettato per professionisti, manager, personale IT, amministratori di sistema, aziende e persone che desiderano specializzarsi nelle professioni della cybersecurity. La formazione combina competenze tecniche e manageriali, con un approccio pratico e orientato alle reali esigenze del mercato del lavoro europeo.
Attraverso queste iniziative, Digital4Security contribuisce a creare una forza lavoro più preparata, consapevole e capace di guidare la sicurezza e l’innovazione digitale nelle imprese e nelle istituzioni europee.
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