Come sviluppare la competenza interculturale?

 

 

Oggi  21 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, promossa dall’Unesco.

Nelle  imprese la diversità culturale è una realtà quotidiana, ma spesso è gestita in modo improvvisato perdendone i benefici che ne derivano. Esiste una competenza che può facilitare il dialogo?

La risposta è si. E’ la  COMPETENZA INTERCULTURALE: quella dimensione composita che include la capacità di comunicare, di pensare e di comportarsi in modo efficace e appropriato durante un incontro con un’altra cultura.

 

Basandosi sulle teorie di Deardorff, per sviluppare la competenza interculturale nei contesti organizzativi è necessario creare percorsi formativi e di sensibilizzazione considerando alcuni fattori di base come: le attitudini (rispetto, curiosità, apertura mentale), le conoscenze (autoconsapevolezza, consapevolezza sociolinguistica, informazioni culturali specifiche) e le abilità (il pensiero critico).

Mobilitate e armonizzate assieme, queste componenti dovrebbero produrre degli effetti interni (ad esempio sviluppo di flessibilità, capacità di adattamento, visione relativa ed empatia) e degli effetti esterni: la capacità di comunicare in modo appropriato ed efficace con persone con background culturali diversi.*

 

Progettare quindi un percorso di intercultural diversity management significa prendere in considerazione tutte le variabili della competenza interculturale. Non solo, ma seguendo una delle massime esperte su questo tema, Erin Meyer dell’INSEAD, un buon punto di partenza per leggere le differenze culturali e implementare le performance può essere quello di mappare le culture sulla base di otto scale che rappresentano un’area chiave di consapevolezza rispetto ad un estremo e il suo opposto

  1. Comunicazione: a basso contesto versus ad alto contesto
  2. Valutazione: feedback negativo diretto versus feedback negativo indiretto
  3. Persuasione: basata su principi teorici versus basata su dati empirici
  4. Leadership: egualitaria versus gerarchica
  5. Decisioni: consensuali versus top down
  6. Fiducia: incentrata sui compiti versus incentrata sulle relazioni
  7. Disaccordo: conflittuale versus evita il confronto serrato
  8. Programmazione: con tempo lineare versus con tempo flessibile

 

Come Mylia, accompagniamo le organizzazioni nella comprensione delle diversità culturali e nell’allenamento della competenza interculturale attraverso interventi mirati e customizzati.

 

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*Fonte: Monia Dardi, “La Competenza interculturale – per capire nuove realtà e aprire i propri orizzonti” dal blog Mylia my_view